Biografia

Diletta Nulli, in arte Diletta Naira.
Naira è un parola scovata dall'elfico che significa "cuore di fiamma", nome che ha scelto come dedica alla sua anima creativa e come nome del collettivo femminile che sta creando. 
Sin da piccolina il suo linguaggio preferenziale è stato la danza. 
Di natura timida, di poche parole che le sembravano fuorvianti, mentre il corpo non mente mai. Ha studiato danza modern jazz per 8 anni, poi arti circensi per 2 anni, fino a sfogare la sua grande passione per il viaggio all'età di 18 anni. Quando è approdata in Colombia, richiamata dallo sciamanesimo e da un contatto più viscerale e intimo con la natura, ha avuto una grande iniziazione  alla complessità umana, sentendosi fortemente ignorante verso le sue radici culturali. Così è tornata in Italia e immediatamente è partita alla volta del Sud, avendo scoperto nel fenomeno del Tarantismo una forma di sciamanesimo proprio che la riportava alla sua passione per la danza, questa volta con un approccio più terapeutico, catartico e rituale, che era ciò che ormai più le interessava. Così inizia il suo viaggio nelle danze tradizionali e devozionali del Mediterraneo, approdando fino in Turchia dove ho potuto danzare con i sufi e studiare con la danzatrice Miriam Peretz.

Scoprire come il corpo femminile fosse un riflesso diretto della natura attraverso la ciclicità mestruale, le ha restituito tanta di quella magia che da piccolina percepiva e intuiva tra gli alberi ed i boschi della sua terra natìa, i Castelli Romani, a sud di Roma. Il contatto con il territorio è sempre stato parte integrante delle sue riflessioni e delle sue ricerche, peregrinato a lungo, lasciandosi guidare dai culti antichi legati al femminile di cui proprio questa terra si fa custode grazie alla presenza di uno dei templi più antichi ed importanti del Mediterraneo, quello di Diana sul lago di Nemi.
Amante della sua figura, ha vissuto a Nemi per 2 anni prima di tornare nomade e passare dei mesi in Sardegna sulla scìa della civiltà nuragica, tornare in America Latina, scoprire il buddhismo tibetano in un centro studi tibetani, fino ad approdare in Mugello, in Toscana, dove adesso vive e cammina sulle orme degli Etruschi.
La devozione e l'amore verso la natura femminile  l'ha portata a formarsi come educatrice mestruale nel 2020, continuando a frequentare ulteriori corsi di approfondimento e creando dei laboratori dedicati solo alle donne. La cura è un aspetto fondamentale della sua vita che non può che passare, oltre che dal corpo, dalle piante. Ha lavorato con un' erborista per 4 anni e nonostante riconosce la conoscenza immensa del mondo vegetale, cammina quando può  con raccoglitrici e raccoglitori esperti, proseguendo un lento e meraviglioso apprendistato erboristico.

Dal 2021 crea laboratori per accompagnare le persone alla scoperta della propria espressività, molto spesso in natura. Il primo laboratorio che ha sperimentato è stato proprio al Tempio di Diana di Nemi, accompagnata dal contrabbasso del musicista e caro amico Roberto Bellatalla.
Ha partecipato a festival sia come performer che come conduttrice di laboratori, creato e partecipato a ritiri, si è esibita in teatri, musei e siti archeologici e collaborato con  svariati musicisti e artisti. Accompagna gruppi di persone sui sentieri boscosi proponendo escursioni poetiche con pillole di archeologia, antropologia, mitologia e geografia sacra. Crea spazi dedicati alle donne dove conoscere la magia del proprio corpo, danzando tutte le fasi, celebrando e ritualizzando tutti quei momenti di passaggio che nella  società attuale sono ormai oscurate e demonizzate.
L'aspetto sociale e terapeutico dell'arte del corpo è quello che maggiormente la spinge al servizio e all'approfondimento. Nel 2025 ha vinto una borsa di studio per formarsi come operatrice all'interno delle carceri e sta al momento svolgendo il tirocinio all'interno del carcere di Bologna.
Al momento sta aprendo la possibilità di svolgere dei percorsi individuali online per donne che vogliono scoprire la propria ciclicità, imparare a prendersi cura di sè e ripristinare un'espressività libera e spogliata di pregiudizi e preconcetti. 

"L'anima del filosofo veglia nella sua testa; l'anima del poeta vola nel suo cuore, l'anima del cantante vibra nella sua gola, ma l'anima della danzatrice vive in tutto il suo corpo."
- Khalil Gibran -

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